L’inizio della sua storia è molto incerta, alcuni studiosi parlano della comparsa della Cannabis già 12mila anni fa, altri 8 mila anni fa. Alcuni ritrovamenti di sementi in alcune tombe in Romania, vengono datati in era Neolitica.
Dall’Asia centrale si diffonde in Cina, entrando nella medicina tradizionale (con numerosi riscontri su diversi malanni), nell’alimentazione e nel tessile. Successivamente arriva nel bacino del Mediterraneo, per poi diffondersi come coltura multiuso, fino alle regioni del Nord Europa.
La peculiarità della Canapa è essere in grado di adattarsi ai climi più diversi e ai terreni più diversificati. Questa grande capacità fa si che questa pianta sia ubiquitaria e si manifesti con caratteristiche fenotipiche adatte a ciascun territorio.
La sua storia evolutiva accompagna quella umana in tutte le epoche storiche, fino ad interrompersi bruscamente nella metà del XX secolo, dove, a causa di leggi e imponenti campagne mediatiche, la CANAPA viene bandita e messa da parte, trascurando le sue immense potenzialità nel campo tessile, come cellulosa per carta, o semi ricchissimi di proteine e acidi grassi polinsaturi oppure un’immensa disponibilità di composti chimici dalle numerose proprietà nutraceutiche e terapeutiche. Dopo troppo tempo la coltura e cultura di questa antichissima pianta sta lentamente tornando in auge, mostrando a tutti le sue principali risorse, in tantissimi ambiti.
La Canapa non necessità di chimica, fitofarmaci e irrigazione artificiale
Dopo innumerevoli studi si sta incominciando a capire la chimica della pianta, anche se la conoscenze di tutte le molecole e dei loro effetti come singoli o in combinazione tra essi (effetto entourage) e ancora ad uno stadio primordiale. Numerosi sono gli studi dei principali composti in campo terapeutico, ma “la Chimica della Canapa” è estremante variegata e variabile per concentrazioni: si contano circa 540 differenti composti, raggruppati in diverse macro-classi chimiche.
La composizione chimica della Canapa comprende:
- Cannabinoidi: è la classe di quei composti maggiormente studiati e con i maggiori riscontri scientifici, in particolare su THC,CBD,CBG,CBC,CBN. Le applicazioni terapeutiche sono: Dolore (neuropatico, oncologico), Spasticità da Sclerosi Multipla, Nausea e vomito in chemioterapia; Stimolazione dell’appetito nell’AIDS e nel cancro, Malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa), Sindrome di Tourette, Sindromi da astinenza nelle dipendenze, Spasticità nelle lesioni midollari (tetra/paraplegia), Glaucoma resistente, Epilessia, Fibromialgia, Traumi cerebrali, Ictus, Cancro al cervello o alla prostata o al seno o ai polmoni, Leucemia, Artrite reumatoide, Allergie, Asma bronchiale, Malattie autoimmuni (lupus eritematoso), Malattie neurodegenerative (morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson), Patologie cardiovascolari, Sindromi ansioso-depressive e Schizofrenia.

- I Terpeni: posseggono diverse proprietà farmacologiche e intervengono in diversi meccanismi biologici. Alcuni composti terpenici vantano proprietà anti-cancro, ansiolitiche, immunostimolanti nell’uomo, analgesico, anti-ansia, anti-infiammatorio, anti-convulsivo, anti-batteriche, anti-fungine, anti-infiammatorie e anticancro e facilitano le abilità di memoria.
- I composti Fenolici vengono prodotti dalle piante come antiossidante, in particolari condizioni di stress. Nell’uomo è stato dimostrato una correlazione tra l’assunzione di composti fenolici nella dieta e una ridotta incidenza di malattie croniche come tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative, anche se i meccanismi di biodisponibilità e d’azione di questi composti sono ancora da chiarire. Proprietà accertate di alcune classi di composti Fenolici sono: proprietà anti-infiammatorie, anti-ancro, neuroprotettive ansiolitiche e estrogeniche.
- Gli Alcaloidi mostrano principalmente attività antibatterica, ed utilizzati nella cura di diverse infezioni. Risulta ad oggi la prima classe di composti meno studiati ma dalle grandi prospettive.